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Giacomo Colletti - Impianti e Chirurgia Preimplantare

La Riabilitazione Implantare

Gli Impianti Endossei
I mascellari (la mandibola ed il mascellare superiore) si caratterizzano per il fatto di avere una parte, chiamata Processo Alveolare, che serve a contenere e supportare i denti. Quando, per cause fisiologiche o patologiche, i denti vengono perduti, il processo alveolare si riassorbe. Oggi la perdita di un dente può essere efficacemente risolta con la chirurgia impiantare, o (impropriamente) l'implantologia.
Gli impianti sono in poche parole delle viti di titanio, complesse dal punto di vista ingegneristico e architetturale. Mediante un intervento chirurgico vengono inserite all'interno del processo alveolare. Qui, con il tempo, si "saldano" all'osso circostante o, come sarebbe più corretto dire, si osteointegrano. Gli impianti servono a ricostruire la radice del dente. Attraverso il colletto dell'impanto (la parte che emerge all'esterno dell'osso) viene inserita la protesi vera e propria, o "corona". La corona è la parte visibile del dente.
La riabilitazione implantare ha delle percentuali di successo molto alte e consente di ottenere risultati estetici quasi inistinguibili dal dente naturale ma solo a patto che vengano rispettati alcuni punti chiave:
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La scelta dei Materiali
Gli impianti non sono tutti uguali e solo i migliori in commercio consentono risultati di eccellenza
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L'Esperienza del Chirurgo
Per ottenere i migliori risultati estetici è necessario che il chirurgo abbia l'esperienza per prevedere la corretta posizione nei tre piani dello spazio degli impianti
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Il rispetto delle Procedure Igieniche, di Sterilità e la scelta dell'Antibiotico
Gli impianti hanno successo nel 99% dei casi se l'intervento viene condotto in ambiente Sterile (Guanti, Campo Chirurgico, Strumentario) e viene effettuata una Profilassi Antibiotica appropriata
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La gestione delle Gengive
Non basta aver posizionato l'impianto correttamente. Nelle fasi successive è necessario riposizionare, e in alcuni casi ricostruire, le gengive intorno alla corona

Esempio Clinico

In queste immagini viene mostrato un caso di riabilitazione di un intero mascellare mediante impianti.
Nell'immagine a sinistra l'Ortopantomografia dopo il posizionamento degli impianti (Freccia)
Nell'immagine centrale una visione nel dettaglio della protesi finita
Nell'immagine a destra il sorriso della paziente alla fine del trattamento

La Chirurgia Preimplantare
Gli impianti endossei quindi, sono la scelta ideale per riabilitare uno o più denti mancanti. Il loro posizionamento tuttavia richiede un presupposto anatomico indispensabile: la presenza di osso qualitativamente e quantitativamente sufficiente. Spesso questa condizione è soddisfatta ma in alcuni casi il processo che ha portato alla perdita del dente ha provocato anche il riassorbimento dell'osso che lo conteneva. In altri casi inoltre, il processo alveolare privato del dente tende nel tempo naturalmente a riassorbirsi.
In tutte queste condizioni è necessario ricreare l'osso per avere una riabilitazione impiantare ottimale.
L'insieme di queste procedure viene chiamato
Chirurgia Preimplantare.
L'osso mancante può essere ricostruito con 3 materiali:
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Osso Autologo
L'osso autologo è l'osso del paziente stesso. Viene prelevato da un sito, chiamato sito donatore, e innestato nell'area dove è necessario.
L'osso autologo è il "gold standard", cioè il materiale migliore che esista. Lo svantaggio è che è necessario prelevarlo da un altra sede. Molto spesso tuttavia, nelle ricostruzioni minori, è sufficiente una quantità d'osso modesta che è possibile prelevare dal cavo orale, ad esempio dal ramo mandibolare.
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Osso Omologo o Osso di Banca
L'osso omologo è un buon compromesso. Non possiede lo stesso livello qualitativo dell'osso autologo ma non è necessaria una sede donatrice del paziente. L'osso di banca viene prelevato da donatori cadaveri e trattato affinché non si pongano problemi di rigetto o di infezioni.
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Osso Sintetico e Sostituti dell'Osso
L'osso sintetico è in genere costituito da materiali di sintesi che mimano la struttura microscopica dell'osso. Purtroppo, ad oggi, nessun osso sintetico è adeguato per ricostruire il processo alveolare mancante.
I sostituti dell'osso umano sono spesso derivati dell'osso animale o varie forme di collagene. Anche per questi valgono le stesse considerazioni.
L'osso sintetico e i sostituti hanno tuttavia le loro indicazioni in casi molto selezionati.

Esempio Clinico

Nelle immagini qui sopra viene illustrato un caso clinico particolare.
Nell'immagine a sinistra l'OPT alla presentazione alla nostra osservazione: il processo alveolare ha subito un riassorbimento estremo (Freccia Azzurra). E' presente anche un'infezione fungina del seno mascellare (Freccia Gialla) in precedenza confuso con un corpo estraneo.
Alla TAC si conferma la presenza dell'imbottimento del seno mascellare da parte del fungo.

Come prima cosa viene quindi eseguito un intervento di chirurgia endoscopica endonasale (in collaborazione con il Prof. G. Felisati) per rimuovere il "Fungus Ball"
Quindi viene eseguita una ricostruzione del mascellare mediante innesto osseo autologo prelevato dalla cresta iliaca.
A distanza di 3 mesi vengono posizionati gli impianti endossei.

Nelle immagini precedenti viene illustrato il risultato.
Nella TAC a sinistra il buon esito della FESS: il seno è ora libero e ben aerato.
Nella OPT al centro l'immagine dopo 2 anni dal posizionamento degli impianti endossei
Nella immagine a destra il risultato clinico


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